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da Paolo Bittante in Prodotto 19 febbraio 2016 aperta - report

Integrazione e assorbimento biodisponibile, una coppia vincente?

La biodisponibilità è un fattore fondamentale nell'assunzione di integratori alimentari ma pochi ne parlano, infatti la maggior parte di questi supplementi nutrizionali sono in forma di pastiglie o pillole, dove l'assorbimento è minimoRitenete che informazioni di questo tipo possano essere utili per poter scegliere, nel mondo del benessere e dei supplenti alimentari, quale sia il prodotto migliore?

Risposte: 4 • Score 0 • Viste: 1643
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  • 14

    da Marco Graux 24 marzo 2016

    Salve a tutti, sono nuovissimo del portale e ho trovato subito un argomento interessante.

    Nell'integrazione come per i farmici Assorbimento e Biodisponibilità sono due elementi importantissimi perchè determinano l'efficienza del nutriente/farmaco nel corpo umano.
    Per efficienza intendo sia la velocità con il quale il nutriente/farmaco raggiunge il suo "bersaglio" sia la quantità necessaria per avere un effetto utile e quindi positivo.
    Le vie di somministrazioni in ordine di efficienza/efficacia sono:
    "endovenosa", ma, come sapete, ha dei limiti di utilizzabilità.
    "sub linguale" (usata da sempre nell'omeopatia sfrutta le mucose della bocca)
    "Iniezione intramuscolare" 
    "trans dermale" (es. cerotti )
    "rettale"  
    "Orale" (es. pillole, capsule, bevande etc)

    Nel mondo dell'integrazione, come prodotto destinato al grande consumo, può utilizzare solo due di queste vie di somministrazione, cioè Orale e Sublinguale.

    Queste due vie hanno dei limiti in ogni caso:
    Orale:  Il nutriente o pro-nutriente entra in contatto coi succhi gastrici e il cibo che interferiscono nell'assorbimento e nella biodisponibilità. Questo significa che la "dose" deve essere opportunamente calcolata tenendo conto delle "perdite". Salvo formulazioni particolari, di solito l'assorbimento va dal 10% al 35%.

    Sublinguale: L'assorbimento è limitato dalle caratteristiche chimico- fisiche e strutturali del prodotto. Di soliti i nutrienti classici come vitamine, antiossidanti e sali non hanno caratteristiche tali da non attraversare le membrane. Non è utilizzabile per quei nutrienti, anzi pro-nutrienti che richiedono una elaborazione enzimatica (nello stomaco o nell'intestino) per renderli attivi e/o assorbibili.

    Spero che questo mio intervento possa esservi stato utile per qualificare meglio i vostri prodotti.
    Saper spiegare a un potenziale cliente i vantaggi derivanti da elevato tasso di assorbimento e elevata biodisponibilità, per me è estremamente importante perchè il cliente dovrà decidere se prendere il vostro prodotto oppure quello di un'altra azienda o peggio comprarlo al supermercato.

  • 84

    da Giancarlo Belloni 25 febbraio 2016

    Scusate mala biodisponibilità non è proprio come dite 

    - Clarissa: non credo che esistano prodotti naturali che hanno il 98% al limite qualche farmaco per endovena!

    - Paolo: se parliamo di prodotti naturali assimilati per bocca un 90% è eccessivo, ma come puoi leggere sotto l'assorbimento è influenzato da svariati parametri; se guardi si WikiPedia si parla solo di Biodisponibilità dei Farmaci.

    Biodisponibilità

    Si definisce biodisponibilità la frazione di un nutriente che l'organismo è in grado di assorbire e di utilizzare per le proprie funzioni fisiologiche.
    La biodisponibilità può variare in relazione a numerosissimi fattori, dipendenti in parte dalla natura dell'alimento ed in parte dalle caratteristiche dell'organismo che lo assume. Come tali, questi fattori si distinguono in:
    intrinseci, legati cioè all'individuo: età, sesso, stato fisiologico, nutrizionale e di salute, microflora intestinale, genotipo, eventuali intolleranze ecc.
    ed estrinseci, legati cioè alla fonte nutrizionale: forma chimica del minerale, interazione con altri nutrienti, cottura, pH, trattamenti tecnologici, presenza di fattori antinutrizionali che ne limitano l'assorbimento o, viceversa, di altri che lo esaltano.
    I dati riportati nelle comuni tabelle nutrizionali ci dicono quanti nutrienti sono contenuti in un determinato alimento, ma non ci forniscono alcuna informazione sulla biodisponibilità di queste sostanze. Così, ad esempio, 100 grammi di spinaci contengono quantitativi di ferro circa due volte superiori rispetto a quelli presenti in un'analoga quantità di carne bovina. La biodisponibilità, tuttavia, è notevolmente superiore per il ferro di origine animale (20-25%) rispetto a quello ricavato da fonti vegetali (3-5%).
    Affinché un cibo od un insieme di cibi siano in grado di coprire il fabbisogno di un nutriente, questo dev'essere presente in quantità corrette ed in una forma sufficientemente biodisponibile, anche in relazione ai fattori intrinseci del soggetto.
    In generale, mentre la biodisponibilità dei macronutrienti e delle vitamine è tendenzialmente molto buona, non si può dire altrettanto per la maggior parte dei minerali.
    In relazione ai numerosissimi fattori che possono influenzarla, la biodisponibilità di un nutriente è molto difficile da valutare. Per quanto riguarda lo stato di salute dell'organismo, esistono disturbi e patologie che la diminuiscono ed altre che l'aumentano. Rientrano nel primo gruppo: diarrea, celiachia, intolleranze alimentari, resezioni intestinali, chirurgia bariatrica, sindrome dell'intestino corto, malattie infiammatorie croniche dell'intestino (morbo di Crohn, colite ulcerosa), alcolismo cronico, stitichezza trattata con lassativi, sindrome da contaminazione batterica del tenue, parassitosi intestinali, ipocloridria, acloridria, gastrite atrofica, insufficienze epatiche e pancreatiche, colestasi intra ed extraepatiche, sprue tropicale. Tra le malattie che aumentano l'assorbimento dei nutrienti, rientrano - ad esempio - la sitosterolemia familiare (esaltato assorbimento del colesterolo e degli steroli vegetali) e l'emocromatosi genetica o ereditaria (esaltato assorbimento del ferro). Anche diversi farmaci ed integratori possono modulare la biodisponibilità dei vari micronutrienti.


    Per quanto riguarda la cottura, questa ha un'azione generalmente positiva sulla biodisponibilità dei macronutrienti, in quanto aumenta la digeribilità degli amidi e delle proteine. I grassi, invece, specie quando vengono esposti ad alte temperature subiscono un processo di degradazione che ne limita la biodisponibilità. Per le vitamine ed altri micronutrienti, in genere si hanno perdite notevoli nell'acqua di cottura e degradazioni legate al calore. I minerali, a differenza delle vitamine, non vengono alterati dalla cottura o dalla luce, ma vengono facilmente eliminati con le urine, con il sudore e con le feci. La biodisponibilità subisce le maggiori oscillazioni per i cationi bivalenti e per quelli trivalenti, come Ca2+, Zn2+, Mg2+ ed Fe3+.
    La raffinazione delle farine priva gli alimenti derivati di buona parte del contenuto vitaminico e minerale. Un altro problema tipico dei minerali è che alcuni condividono gli stessi meccanismi di assorbimento, per cui un elevato apporto di uno riduce la biodisponibilità di altri. Un elevato apporto di zinco, ad esempio, può ridurre l'assorbimento di rame e così via; l'eccesso di ferro, invece, può limitare l'assorbimento di zinco. Queste evidenze contribuiscono a rendere ancor più ingiustificato e condannabile il ricorso spontaneo a megadosi di un singolo micronutriente.
    Il legame tra biodisponibilità ed associazioni alimentari è particolarmente complicato e fitto di esempi. Vediamone alcuni. La presenza di fibre in un pasto, tende a diminuire la biodisponibilità dei vari nutrienti, sia per lo stimolo sulla peristalsi, sia per la capacità di formare una poltiglia soffice in cui vengono trattenute numerose sostanze. La vitamina C e l'acido citrico aumentano l'assorbimento intestinale di ferro, mentre l'acido ossalico (contenuto soprattutto negli spinaci, nel cacao, nelle barbabietole e nei cavoli), l'acido fitico (cereali integrali, legumi, frutta secca) ed i tannini (tè) lo riducono. Il lattosio presente nel latte favorisce l'assorbimento di calcio, mentre l'acido fitico, gli ossalati ed i tannini lo riducono. La vitamina D esalta l'assorbimento di calcio, fosforo e magnesio.

    Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/biodisponibilita.html

    7 commenti
    • Paolo Bittante
      da Paolo Bittante
      25 febbraio 2016

      Le due gomme che formano il gel fanno risultare il tutto predigerito e aiuta la peristasi

    • Paolo Bittante
      da Paolo Bittante
      25 febbraio 2016

      Mi piacerebbe farti vedere un video del Dr. Balzelli che spiega come funziona questo gel, un balzo in avanti enorme

    • Paolo Bittante
      da Paolo Bittante
      25 febbraio 2016

      Questo è poco conosciuto perché è unico e protetto da un marchio registrato internazionale dunque non copiabile

    • Paolo Bittante
      da Paolo Bittante
      25 febbraio 2016

      scusatemi se scrivo tutto a pezzi ma ci devono essere delle incompatibilità con apple in quanto mi blocca dopo circa due righe, spero si possa risolvere

  • 84

    da Giancarlo Belloni 24 febbraio 2016

    La biodisponibilità è la capacità di un prodotto di essere assorbito dall'organismo!


    Faccio un esempio, se abbiamo bisogno di ferro mangiare bulloni non funziona!
    Gli spinaci vanno molto meglio ancora di più il fegato crudo!

    Più un prodotto è biodisponibile più viene assorbito dall'organismo e messo a disposizione del metabolismo!

    Spero sia utile!

  • 84

    da Giancarlo Belloni 21 febbraio 2016

    Per la  mia esperienza moto più che la biodisponibilità conta l'ASSUNZIONE del prodotto, mi è capitato spesso persone che non hanno avuto effetti di nessun tipo!
    Ad una attenta indagine spesso ho scoperto che il prodotto si trovava tranquillamente intonso ed inutilizzato sulla credenza della cucina, malgrado la presenza costante tutte le mattine, tutti i mezzogiorni e tutte le sere nella cucina a pochi centimentri dal piatto e dal bicchiere non ha sortito effetti!!!
    -
    Credo che in questo caso il prodotto dovrebbe essere conservato in un solido cintenitore in acciaio inox posto in alto sopra i pensili della cucina, così almeno cadendo dall'alto un effetto lo farebbe!!!

    UN BEL BERNOCCOLO!!!!!!!!

    1 commento
    • Paolo Bittante
      da Paolo Bittante
      21 febbraio 2016

      Certamente è importante l'assunzione ma questo è collegato al fatto di effettivamente sentire l'efficacia dei prodotti, con biodisponibilità elevata e assorbimenti che superano il 70%, basta poco per capire che il non prenderli fa la differenza

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